Due ragazzi si spingono oltre per uscire dalla propria zona di comfort attraversando un lago

Le convinzioni dell’essere umano moderno sono tante, ma perché spesso tendono a demoralizzare più che a fomentare un fuoco che ispiri ed elevi al successo? Non essendo psicologo naturalmente non posso rispondere a questa domanda, ma vorrei raccontarti in breve della mia storia e di come ritrovarmi “spalle al muro” in svariate situazioni mi abbia aiutato ad eliminare queste convinzioni demoralizzanti, facendomi uscire dalla zona di comfort.

Uscire Dalla Zona di Comfort

Se hai avuto occasione di navigare nel mio sito, ti sarai sicuramente accorto che la mia storia nel mondo del trail running deriva direttamente dal drastico cambio di vita lavorativa e personale che ho vissuto. Lasciami svelare alcuni lati del mio carattere allora…

Se si pensa generalmente ad una persona che si trova “spalle al muro” si pensa a qualcuno che non ha più alcuna possibilità di uscita, si pensa all’imminente disastro, alla catastrofe. Ebbene, io le decisioni migliori le prendo proprio quando mi ritrovo con le spalle al muro. La vita mi ha spesso messo in condizione di valutare diverse opzioni, ma lo stress di dover scegliere mi portava proprio a fare l’opposto di quello che avrei voluto. La libertà di scelta è un prezzo che si paga caro quando si tende caratterialmente a non scegliere da che parte stare. Una posizione neutra equivale ad un passo indietro.

Beh, problema o meno che sia, questo lato caratteriale me lo sono portato dietro fin dall’infanzia e sono sicuro che molte persone vivano con questa “paura” di scegliere, di fare un passo nella direzione giusta. Nella maggior parte dei casi non si tratta di pigrizia o indecisione; si tratta di sapere gestire le proprie emozioni e uscire dalla propria zona di comfort.

Libri, articoli, addirittura interi saggi sono stati scritti da persone molto più titolate di me su questo argomento (e non è che ci voglia molto a essere più titolati di me). Tutti nel passato hanno riconosciuto questo immobilismo assoluto che porta le persone a bloccarsi nel momento in cui devono prendere una scelta o devono avventurarsi al di fuori della propria zona di comfort.

Ma allora perché ritrovarsi con le spalle al muro cambia la prospettiva delle cose?

In realtà a nessuno piace ritrovarcisi, si tratta semplicemente di una conseguenza del non saper prendere decisioni. Talvolta le persone rimangono imbrigliate in situazioni logoranti e pesanti da gestire che poi rischiano anche di diventare pericolose. Inutile soffermarsi su argomenti di cronaca nera o di gossip e controversie di vario genere, ma tutti abbiamo visto e sentito questo tipo di racconti.

Ritornando alla domanda, che potere ha questa impraticabilità sulla nostra mente? Al tempo in cui mi sentivo così affetto da questa cosa tutto sembrava frenarsi e le cose avanzavano parecchio in sordina. Fortunatamente la mia storia ha un lieto fine. Non solo sono riuscito a superare questo “blocco” sia personalmente che professionalmente, ma ho anche maturato una mentalità che mi permette di aprirmi all’avventura, allo sconosciuto. È proprio qui che comincia la mia passione per il trail running.

La Vita da Impiegato

Fin dagli albori della mia carriera professionale sono sempre stato un impiegato. Non ero né il migliore né il peggiore, ma non mi tiravo indietro nel caso si presentasse necessità di fare straordinari o imparare nuove mansioni. Da questo punto di vista sono sempre stato bravo ad accantonare la zona di comfort, però dall’altro non avrei mai neanche minimamente pensato che la vita potesse offrirmi delle attività di imprenditoria. Non voglio pensare che sia stato il caso ad avermi offerto tutte queste opportunità, ma nel momento in cui davvero non sapevo più cosa fare, ecco che la soluzione mi si presenta su un piatto d’argento.

Le convinzioni che avevo quando ancora ero un impiegato erano tutto estremamente demoralizzanti. Se sei un impiegato resti un impiegato e più pensi da impiegato più lo diventi davvero (non che ci sia niente di male ad essere impiegati). Il “problema” dell’essere impiegato nacque nel momento in cui il lavoro cominciò a scarseggiare e, avendo testato sulla mia stessa pelle cosa voglia dire avere a che fare con una legge che a tutti gli effetti tutela solo i fannulloni, decisi di cambiare radicalmente la mia vita e uscire dalla zona di comfort.

Senza entrare troppo nel dettaglio, nel 2012 mi trovai di fronte ad un bivio: continuare a subire la tutela dei fannulloni o aprirmi una strada mia come imprenditore. Non c’erano altre scelte – o una o l’altra.

Eliminare Le Convinzioni Demoralizzanti

Ti starai chiedendo: “Perché sopportare quella situazione così demoralizzante per così tanto tempo?” La risposta è molto semplice. Al tempo avevo delle convinzioni che mi impedivano di vedere il mondo in maniera diversa, essenzialmente privandomi di tutta l’energia imprenditoriale da persona intraprendente. Rimanevo paralizzato, quasi cieco di fronte alle sfide.

Non avendo mai intuito che l’imprenditoria prevedesse molto di più di un semplice investimento dove spendere soldi a palate, ho sempre visto questo processo al contrario. Ho sempre pensato che si trattasse di spendere un sacco di soldi ancor prima di capire cosa si stesse facendo. Con mia grande sorpresa però mi resi conto abbastanza in fretta che il processo era un semplice step by step come se ne conoscono tanti. Ricerche di mercato, formazioni, piccoli investimenti. Non era poi così male!

Non si può sempre avere tutto dalla vita, è vero, però nel momento in cui io mi sono ritrovato spalle al muro ho saputo dire: “Basta!” Basta con i pensieri che mi tenevano ancorato a una realtà che non mi piaceva, basta fasciarsi la testa, basta tornare indietro sui propri passi. Se vogliamo trovare una morale a tutto questo è che la paura di agire e di scegliere non può prendere il sopravvento, perché la vita non si ferma in nessun caso e questo vale per tutti noi.

Il trucco sta nel sapersi estraniare e vedere il processo più in grande. Avere una visione di insieme non solo permette di prepararsi in maniera ottimale, ma rende il tutto estremamente divertente, proprio come partecipare ad una gara di ultra trail da 120 km! Si diventa imprenditori un chilometro alla volta.